Scegliere oggi un condizionatore per armadio elettrico non è più solo una questione di potenza frigorifera e ingombri. Con l'entrata in vigore del Regolamento UE 2024/573 (F-Gas), il refrigerante contenuto nell'unità è diventato un criterio di scelta a tutti gli effetti: determina la conformità normativa dell'impianto, la sua sicurezza e la possibilità di garantire continuità operativa nel medio-lungo periodo, quando la disponibilità e il costo di alcuni gas cambieranno in modo sensibile.
La normativa non vieta semplicemente alcuni refrigeranti: impone una riduzione progressiva del loro GWP (Global Warming Potential) e apre, allo stesso tempo, una deroga per i casi in cui la sicurezza dell'installazione lo richieda. Per chi progetta o gestisce quadri e armadi elettrici, questo significa saper distinguere tra refrigeranti a GWP molto basso come R-1234yf e refrigeranti ammessi in deroga come R-513A, e capire quale serve in quale scenario.
In questo articolo vediamo cosa cambia concretamente con il nuovo regolamento, qual è la differenza reale tra i due refrigeranti, in quali casi si applica la deroga fino a GWP 750 e come orientarsi nella scelta del condizionatore più adatto al proprio impianto, senza rinunciare all'efficienza energetica.
Cosa cambia con il Regolamento F-Gas (UE) 2024/573 per i condizionatori per armadio elettrico
Il Regolamento (UE) 2024/573, entrato in vigore l'11 marzo 2024, ha abrogato il precedente Regolamento (UE) n. 517/2014 e ridefinito le regole per l'uso dei gas fluorurati a effetto serra. Il provvedimento si applica con effetto immediato in tutti gli Stati membri, senza bisogno di recepimento nazionale, trattandosi di un regolamento e non di una direttiva. Per chi sceglie un condizionatore per armadio elettrico, il cambiamento non riguarda solo quali refrigeranti sono ammessi, ma soprattutto quanto a lungo resteranno disponibili e a quale costo:
- diventeranno progressivamente più scarsi e costosi, perché la quota di mercato si restringerà di anno in anno;
- verranno gradualmente esclusi dalle nuove apparecchiature, spingendo la transizione verso gas a GWP basso o prossimo allo zero.
È questo il motivo per cui la scelta del refrigerante oggi è una decisione strategica e non solo tecnica: un'unità basata su un gas ad alto GWP può restare conforme nell'immediato, ma esporre l'impianto a costi di manutenzione crescenti negli anni successivi.
Le date chiave per la climatizzazione dei quadri elettrici
Le scadenze del regolamento seguono una progressione per categoria di apparecchiatura e soglia di GWP. Quelle più rilevanti per i sistemi di condizionamento e raffreddamento dei quadri elettrici sono:
- Dal 1° gennaio 2026: la limitazione sull'uso di F-gas con GWP pari o superiore a 2.500 per assistenza e manutenzione viene estesa anche a condizionatori e pompe di calore.
- Dal 1° gennaio 2027: vietata l'immissione sul mercato di apparecchiature di refrigerazione autonome (esclusi i chiller) contenenti F-gas con GWP ≥ 150, salvo quando necessario per rispettare i requisiti di sicurezza nel sito di installazione. Sempre dal 1° gennaio 2027 è vietato l'uso di F-gas con GWP pari o superiore a 2.500 per l'assistenza o la manutenzione di tutte le apparecchiature di refrigerazione, a meno che non siano riciclati o di recupero.
- Dal 1° gennaio 2032: vietato l'uso di F-gas con GWP pari o superiore a 750 per le apparecchiature fisse di refrigerazione, con esclusione dei chiller.
La soglia di 150 è il vero spartiacque per le unità autonome
I condizionatori per armadio elettrico rientrano nella categoria delle apparecchiature autonome (l'intero circuito frigorifero è sigillato dentro l'unità). Per questa categoria la soglia di riferimento delle nuove immissioni sul mercato è GWP < 150: è il valore che orienta la transizione verso refrigeranti come R-1234yf. Sopra quella soglia, l'impiego resta possibile solo nei casi espressamente previsti dalla normativa, ed è qui che entra in gioco la deroga di sicurezza fino a GWP 750, che approfondiremo più avanti e che giustifica la permanenza di soluzioni con R-513A (GWP 631).
Cosa significa in pratica per chi progetta o gestisce un quadro
Tradotto in scelte operative, il quadro è il seguente:
- chi specifica oggi una nuova unità dovrebbe privilegiare refrigeranti a GWP molto basso, per non trovarsi con apparecchiature di difficile manutenzione tra pochi anni;
- chi ha vincoli di sicurezza sul sito (ambienti con rischio d'incendio, aree con atmosfere esplosive, prescrizioni antincendio) può ricorrere alla deroga e mantenere soluzioni con GWP fino a 750;
- in entrambi i casi, conviene verificare che il fornitore disponga di una gamma completa su entrambi i fronti, per evitare di legare la scelta dell'armadio e della climatizzazione a un solo scenario normativo.
Per il testo integrale e aggiornato delle scadenze si può consultare la pagina ufficiale del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica sul Regolamento F-Gas.
GWP e refrigeranti: la differenza reale tra R-1234yf e R-513A
Per scegliere un condizionatore conforme bisogna prima capire cosa misura il parametro su cui ruota l'intero regolamento. Il GWP (Global Warming Potential) esprime quanto un gas contribuisce al riscaldamento globale rispetto alla CO₂, presa come riferimento con valore pari a 1, su un orizzonte temporale di 100 anni. Un refrigerante con GWP 631 ha, a parità di massa rilasciata in atmosfera, un impatto climalterante 631 volte superiore a quello dell'anidride carbonica.
Nei sistemi di raffreddamento dei quadri elettrici, i due refrigeranti che il regolamento mette al centro della scelta sono R-1234yf e R-513A. Hanno profili molto diversi, e capirne le differenze è il presupposto per decidere quale serve in quale impianto.
R-1234yf: il refrigerante a GWP prossimo allo zero
R-1234yf (designazione chimica HFO-1234yf) è un idrofluoroolefina (HFO), la classe di refrigeranti che il regolamento incentiva per le nuove apparecchiature grazie al suo impatto climatico minimo. È la scelta di riferimento per restare sotto la soglia di GWP 150 prevista per le unità autonome di nuova immissione sul mercato.
Profilo tecnico e di sicurezza
- GWP molto basso, ben al di sotto della soglia di 150: di fatto trascurabile sul piano dell'impatto climatico.
- Classe di sicurezza A2L secondo ASHRAE 34 / ISO 817: bassa tossicità e leggermente infiammabile. Il limite inferiore di infiammabilità è molto alto, intorno al 6,2% in volume, per cui miscele infiammabili si possono formare solo in condizioni estremamente improbabili.
- Affidabilità consolidata: è lo stesso refrigerante impiegato da anni in milioni di impianti di climatizzazione automobilistica, riconosciuto a livello internazionale come tecnologia matura e sicura.
L'unico aspetto da valutare è proprio la classificazione A2L: in alcuni contesti (aree con atmosfere esplosive, prescrizioni antincendio particolarmente restrittive, vincoli di costruzione) un refrigerante leggermente infiammabile può non essere ammesso. È esattamente la situazione in cui interviene la deroga normativa, oggetto del prossimo blocco.
R-513A: la soluzione conforme in deroga
R-513A è la risposta per gli scenari in cui R-1234yf non è utilizzabile per ragioni di sicurezza. È una miscela quasi azeotropica composta da circa il 56% di R-1234yf e il 44% di R-134a, con un GWP di 631, circa il 56% in meno rispetto a R-134a (GWP 1.430).
Profilo tecnico e di sicurezza
- GWP 631: superiore a R-1234yf, ma comunque al di sotto della soglia di 750 ammessa dalla deroga di sicurezza.
- Classe di sicurezza A1: non tossico e non infiammabile, la stessa classe di sicurezza di R-134a. È questo il motivo per cui resta impiegabile dove un refrigerante A2L non è consentito.
- Comportamento prevedibile: si comporta come un quasi-azeotropo, con scorrimento di temperatura praticamente nullo, il che ne rende semplici l'assistenza e la messa in servizio.
In altre parole, R-513A non è un'alternativa "peggiore", ma la scelta corretta per un preciso scenario: garantisce conformità e sicurezza A1 laddove l'infiammabilità di R-1234yf rappresenterebbe un vincolo.
R-1234yf vs R-513A: confronto sintetico
| Parametro | R-1234yf | R-513A |
| Tipo | HFO puro | Miscela HFC/HFO |
| GWP | prossimo allo zero (< 1) | 631 |
| Classe di sicurezza | A2L (leggermente infiammabile) | A1 (non infiammabile) |
| Scenario d'elezione | nuove unità, transazione a GWP minimo | siti con vincoli di sicurezza in deroga |
| Soglia normativa di riferimento | <150 | ≤ 750 (deroga) |
La gamma di condizionatori Rittal copre entrambi i refrigeranti proprio per rispondere a questi due scenari: il dettaglio dei prodotti di serie è nel blocco dedicato a Blue e+.
La deroga fino a GWP 750: quando si applica e perché R-513 A resta conforme
La soglia di GWP 150 indica la direzione verso cui spinge il regolamento, ma non è un divieto assoluto. Il Regolamento F-Gas prevede infatti una deroga di sicurezza: quando le condizioni del sito di installazione non permettono l'uso di un refrigerante leggermente infiammabile come R-1234yf (classe A2L), è ammesso l'impiego di refrigeranti con un GWP più alto, fino a un limite preciso.
Cosa prevede la deroga
Se i requisiti di sicurezza nel sito di installazione non consentono l'uso di R-1234yf, il Regolamento F-Gas ammette una deroga che permette l'impiego di refrigeranti con GWP fino a 750. È in questa fascia che si colloca R-513A (GWP 631), che resta quindi una soluzione pienamente conforme, non un ripiego, ma la risposta corretta per uno scenario specifico. Proprio per questo Rittal continua a offrire varianti di prodotto con R-513A accanto a quelle con R-1234yf.
La logica è semplice: la normativa privilegia il GWP più basso possibile, ma riconosce che in alcuni ambienti la sicurezza ha la precedenza. In quei casi, un refrigerante A1 (non infiammabile) con GWP comunque contenuto rappresenta il miglior compromesso tra conformità, sicurezza e continuità operativa.
In quali situazioni serve davvero la deroga
La deroga non è la regola, ma l'eccezione motivata. I casi tipici in cui un refrigerante A2L può non essere ammesso, rendendo necessario R-513A, sono:
- aree con atmosfere potenzialmente esplosive (zone ATEX), dove ogni sorgente di rischio aggiuntiva va eliminata;
- prescrizioni antincendio restrittive, dettate da normative locali o dal tipo di attività svolta nell'edificio;
- vincoli di costruzione o regolamenti edilizi che limitano l'impiego di gas infiammabili in determinati locali;
- analisi del rischio specifica in cui il gestore documenti un rischio non accettabile legato all'uso di un refrigerante A2L.
Il caso più frequente nei quadri elettrici industriali
Va detto che, nella maggior parte delle installazioni di condizionatori per armadi elettrici, R-1234yf è perfettamente utilizzabile. Grazie alle ridottissime quantità di refrigerante A2L impiegate e a un design dell'unità ottimizzato sul piano della sicurezza, le unità di climatizzazione Rittal possono essere utilizzate ovunque senza necessità di misure di sicurezza aggiuntive. La deroga, e quindi R-513A, diventa rilevante solo quando un vincolo esterno, ambientale o normativo lo impone.
Perché conviene una gamma che copra entrambi gli scenari
Dal punto di vista di chi progetta o gestisce l'impianto, il vantaggio pratico è non dover scegliere a priori una sola strada. Disporre di un fornitore con entrambe le versioni R-1234yf per la transizione a GWP minimo e R-513A per i siti con vincoli di sicurezza significa:
- poter standardizzare la stessa piattaforma di climatizzazione su impianti con esigenze diverse;
- adattare la scelta del refrigerante al singolo sito senza cambiare fornitore o tecnologia;
- ridurre il rischio di approvvigionamento legato alla crescente scarsità dei gas ad alto GWP.
Come scegliere un condizionatore per armadio elettrico conforme
La scelta di un condizionatore conforme al Regolamento F-Gas parte da una domanda preliminare, prima ancora che dalla potenza frigorifera: quale refrigerante è ammesso sul mio sito di installazione? Definito questo, i criteri successivi riguardano il corretto dimensionamento e l'efficienza energetica dell'unità.
Primo passo: verificare il vincolo di sicurezza del sito
Il refrigerante non si sceglie in astratto, ma in funzione dell'ambiente in cui l'unità lavorerà. La logica decisionale è lineare:
- se il sito non presenta vincoli particolari, la scelta naturale è un'unità con R-1234yf, allineata alla soglia di GWP inferiore a 150 e quindi pienamente orientata al futuro;
- se invece esistono prescrizioni antincendio, zone ATEX o regolamenti edilizi che escludono un refrigerante A2L, si ricorre alla deroga e si opta per un'unità con R-513A, refrigerante A1 non infiammabile con GWP 631.
Questa verifica andrebbe sempre fatta a monte, perché determina l'intera famiglia di prodotto su cui costruire l'impianto.
Dimensionare correttamente il raffreddamento
Un condizionatore sovradimensionato consuma più del necessario e lavora a cicli inefficienti; uno sottodimensionato non garantisce la temperatura interna e accorcia la vita dei componenti. Il dimensionamento del raffreddamento dei quadri elettrici si basa su alcuni elementi fondamentali:
- la potenza termica dissipata dai componenti installati nell'armadio;
- la temperatura ambiente massima del luogo di installazione, soprattutto in contesti industriali caldi o esposti;
- il grado di protezione IP richiesto, che incide sulla tipologia di sistema adottabile;
- la temperatura interna da mantenere per preservare l'elettronica.
Quando basta la ventilazione e quando serve il condizionatore
Non tutti i quadri richiedono un condizionatore. Quando il carico termico è contenuto e la temperatura ambiente resta inferiore a quella desiderata all'interno dell'armadio, un sistema di ventilazione per quadro elettrico (ventilatori-filtro) può essere sufficiente ed energeticamente più conveniente. Il condizionatore diventa necessario quando occorre portare la temperatura interna al di sotto di quella ambiente, condizione tipica degli ambienti industriali caldi o degli armadi ad alta densità di potenza. Tra questi due estremi si collocano scambiatori di calore e altre soluzioni intermedie, che approfondiamo negli articoli dedicati ai sistemi di raffreddamento per quadri elettrici.
Non trascurare l’efficienza energetica
La conformità normativa e l'efficienza energetica vanno valutate insieme. Una soluzione a basso GWP che però consuma molto sposta semplicemente il problema ambientale, e pesa sui costi operativi per tutta la vita dell'impianto. I fattori che fanno la differenza sui consumi sono principalmente due:
- la tecnologia di regolazione dell'unità: i sistemi a inverter modulano la potenza di compressore e ventilatori sull'effettivo fabbisogno, evitando i cicli on/off tipici delle unità tradizionali e riducendo sensibilmente i consumi;
- la qualità del controllo termico, che mantiene la temperatura interna stabile riducendo gli sprechi e prolungando la vita dei componenti.
In sede di scelta conviene quindi confrontare non solo la potenza frigorifera nominale, ma anche il comportamento dell'unità ai carichi parziali, che nella realtà operativa rappresentano la condizione di lavoro più frequente.
Una checklist di sintesi
Prima di specificare un'unità, vale la pena verificare di aver risposto a queste domande:
- il refrigerante scelto è compatibile con i vincoli di sicurezza del sito?
- la potenza frigorifera è dimensionata sul reale carico termico, e non a occhio?
- l'unità di climatizzazione adotta una regolazione efficiente ai carichi parziali?
- il fornitore garantisce disponibilità della soluzione e dei ricambi nel medio-lungo periodo, anche alla luce della crescente scarsità dei gas ad alto GWP?
È rispondendo a questi quattro punti che la scelta di un climatizzatore per armadi elettrici smette di essere un acquisto tecnico isolato e diventa una decisione coerente con la compliance normativa e con la continuità dell'impianto nel tempo. La gamma con cui Rittal risponde a entrambi gli scenari di refrigerante è il passo successivo di questo ragionamento.
La gamma Blue e+ di Rittal: una risposta per entrambi gli scenari
La logica dei due refrigeranti trova una risposta diretta nella gamma di climatizzazione Blue e+ di Rittal, disponibile sia in versione R-1234yf, per la transizione verso il GWP minimo, sia in versione R-513A, per i siti che ricadono nella deroga di sicurezza. In questo modo la stessa piattaforma copre entrambe le situazioni previste dal Regolamento F-Gas.
Le versioni a R-1234yf coprono le esigenze più diffuse con tre famiglie di potenza:
- Blue e+ S nella fascia 0,3–1,0 kW, per gli armadi a potenza dissipata contenuta;
- Blue e+ nella fascia 1,6–5,5 kW;
- Blue e+ nella fascia 1,5–7,0 kW, per i carichi termici più elevati.
Dove i vincoli di sicurezza del sito non consentono un refrigerante A2L, le corrispondenti versioni con R-513A (refrigerante A1, GWP 631) garantiscono la stessa funzione restando entro la soglia di 750 ammessa in deroga. La tecnologia Blue e+ punta su una soluzione sostenibile ed energeticamente efficiente nel lungo periodo, con un portafoglio completo pensato per coprire tutte le applicazioni. Il tratto distintivo, su entrambe le versioni, è l'efficienza energetica garantita dalla regolazione a inverter, che adatta la potenza al fabbisogno reale e contiene i consumi anche ai carichi parziali.
Domande frequenti sul Regolamento F-Gas e sui condizionatori per armadi elettrici
Cos’è il Regolamento F-Gas (UE) 2024/573 e quando è entrato in vigore?
È il regolamento europeo che disciplina l'uso dei gas fluorurati a effetto serra, entrato in vigore l'11 marzo 2024 in sostituzione del precedente Regolamento (UE) n. 517/2014. Trattandosi di un regolamento, si applica con effetto immediato e uniforme in tutti gli Stati membri, senza bisogno di recepimento nazionale. Il suo obiettivo è ridurre progressivamente le quantità di gas fluorurati ad alto GWP immesse sul mercato europeo, incentivando la transizione verso refrigeranti a impatto climatico minimo.
Qual è la differenza tra i refrigeranti R-1234yf e R-513A?
La differenza riguarda due aspetti, il GWP e la classe di sicurezza:
- R-1234yf ha un GWP prossimo allo zero ed è classificato A2L, ovvero leggermente infiammabile. È la scelta orientata al futuro per le nuove unità, allineata alla soglia di GWP inferiore a 150.
- R-513A ha un GWP di 631 ed è classificato A1, cioè non infiammabile. Resta conforme grazie alla deroga di sicurezza e si impiega dove un refrigerante A2L non è ammesso.
In sintesi, R-1234yf privilegia l'impatto ambientale minimo, mentre R-513A è la soluzione corretta per i siti con vincoli di sicurezza.
Quando si applica la deroga fino a GWP 750?
La deroga si applica quando i requisiti di sicurezza del sito di installazione non consentono l'uso di un refrigerante leggermente infiammabile come R-1234yf. In questi casi il regolamento ammette refrigeranti con GWP fino a 750, fascia in cui rientra R-513A (GWP 631). I casi tipici sono le aree con atmosfere potenzialmente esplosive, le prescrizioni antincendio restrittive e i regolamenti edilizi che limitano l'impiego di gas infiammabili in determinati locali.
Qual è la differenza tra le versioni Blue e+ con R-1234yf e con R-513A?
La funzione di raffreddamento e la tecnologia di base sono le stesse; cambia il refrigerante in funzione dello scenario di installazione. Le versioni con R-1234yf sono pensate per la transizione verso il GWP minimo e coprono le tre famiglie di potenza Blue e+ S (0,3–1,0 kW) e Blue e+ (1,6–5,5 kW e 1,5–7,0 kW). Le versioni con R-513A, refrigerante A1 non infiammabile, sono destinate ai siti che ricadono nella deroga di sicurezza, restando entro la soglia di 750. Disporre di entrambe le versioni consente di adottare la stessa piattaforma di climatizzazione su impianti con esigenze diverse.
Conviene scegliere oggi un condizionatore con refrigerante a basso GWP?
Sì, dove i vincoli di sicurezza lo permettono. I refrigeranti ad alto GWP diventano progressivamente più scarsi e costosi per effetto della riduzione delle quote di mercato, con un impatto crescente sui costi di manutenzione negli anni. Scegliere un'unità a GWP basso significa orientare l'impianto al futuro e ridurre il rischio legato all'approvvigionamento del refrigerante nel medio-lungo periodo, senza rinunciare all'efficienza energetica quando l'unità adotta una regolazione a inverter.